ALPACA

La fibra dell’alpaca deriva dal pelo dell’animale omonimo della famiglia dei camelidi originari delle Ande peruviane, impiegato nella fabbricazione di tessuti e filati che portano tale nome. Il filato che si ricava dal pelo di questo animale è piuttosto rustico. Molto usato nell’industria tessile, a lui si fa ricorso per tappeti, pellicce, cappelli, giacche, giacche, coperte, ma anche misto al cotone.
Indica anche un tessuto di cotone e lana alpaca o lana di pecora adatto per fodere o abiti leggeri. Si tratta di un pelo molto pregiato, più corto e meno brillante del mohair, ma anch’esso molto voluminoso, soprattutto nel caso del “baby alpaca”, cioè del pelo di prima tosatura. Consente di ottenere capi molto leggeri, ma ugualmente molto caldi. In natura, si presenta in diverse tonalità che vanno dal beige freddo al marrone scuro passando attraverso il grigio. La fibra dell’alpaca è tre volte più resistente, sette volte più calda e molto più morbida della lana di pecora, è inoltre apprezzata per le sue proprietà termiche, la sua leggerezza e tocco setoso.

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